Le Sezioni del Museo

Villa Pignatelli è uno dei rari esempi di casa-museo esistenti a Napoli, in cui ambienti e collezioni mantengono lo stretto rapporto originario, grazie alle decorazioni e all'arredo integralmente conservati al piano terreno.

La ricca suppellettile testimonia l'interesse dei Pignatelli per le arti applicate, dai pregevoli argenti ai mobili ottocenteschi, dagli orologi di manifattura francese alle porcellane di tutte le manifatture europee, oltre a vasi e coppe di antica produzione cinese e giapponese.

Al primo piano della Villa è in esposizione permanente la collezione d'arte del Banco di Napoli: capolavori di Recco, Guarino, Traversi; di Gaspar van Wittel e del vedutismo napoletano dell'Ottocento; di Gemito, alle cui sculture è dedicata un'intera sala e, infine, Giacomo Balla, che chiude la sezione dedicata al Novecento.

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Il Vestibolo

L'interno della Villa conserva in molte sue parti l'impianto originario voluto da Valente. Il vestibolo circolare, che riprende i modi neopalladiani, diventa l'elemento di snodo tra l'atrio e la scansione degli ambienti interni.

La luminosità dell'ambiente, accresciuta anche dall'apertura con balaustra sulla volta, esalta il pavimento in marmi commessi.


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Salotto Verde

Il salotto verde, adibito a 'camera di compagnia', è un ambiente di passaggio per l'accesso alla biblioteca e alla sala da pranzo. Al suo interno sono esposti i più preziosi oggetti di porcellana e di maiolica (Meissen, Sévres, Real Fabbrica di Capodimonte, Poulard Prad) della collezione dei Principi.

Il pavimento in 'riggiole' è dipinto a finto marmo, con tracce dell'antica decorazione.


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Salotto Rosso

La grande stanza rettangolare venne probabilmente ridisegnata, per volontà dei Rothschild, da un ignoto architetto parigino che progettò la parte decorativa, poi riadattata da Gaetano Genovese, che in quegli anni era impegnato nella nuova sistemazione del Palazzo Reale di Napoli.

L’ambiente presenta l'originaria decorazione in stucco bianco e dorato e la pavimentazione in cotto, un tempo dipinto a finto marmo seguendo una moda diffusa in età borbonica.


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Sala da Pranzo

La sala, che si affaccia sulla parte occidentale della Villa, venne ridisegnata nella decorazione interna per volontà dei Pignatelli.

La volta bianca, decorata con stucchi, definisce lo spazio della stanza caratterizzata da un'elegante 'boiserie' in legno in accordo con la pavimentazione a parquet che sostituì quella originaria voluta dagli Acton in 'ciottoli alla Veneziana congregati e rollati, scompartiti con fasce con una gran greca nel mezzo e dipintura'.


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Salotto Azzurro

L'antica 'camera di compagnia', ambiente dell'ala di rappresentanza, che mette in comunicazione il salone da ballo con il salone centrale, fu rivestito a fine Ottocento da una serie di pannelli di legno intagliato e da stucchi dorati, vi sono esposte numerose fotografie, che ritraggono personaggi della famiglia Pignatelli e di case regnanti.

Nel soffitto agli angoli una serie di quattro tele con scene galanti. Molto rovinato, ma un tempo sicuro vanto della casa, il pavimento in cotto che conserva solo in parte tracce dell'antica cromia.


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Sala delle Feste

Il grande ambiente è diviso in due parti: una destinata ad accogliere le danze, l'altra, separata da una serliana, predisposta ad uso degli orchestrali', dove di recente è stato riportato alla luce l'originale intonaco rosa che risale probabilmente all'epoca dei Rothschild.

Le fonti documentano un'originaria pavimentazione a 'parquet', con motivi a riquadri, da tempo purtroppo rimosso. Le sovrapporte in carta intelata dipinta a tempera, raffiguranti 'Angeli Musicanti', vennero realizzate dal decoratore romano Vincenzo Paliotti, su incarico dei Pignatelli.


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Sala Pompeiana

Rappresenta probabilmente l'unica reale testimonianza dell'intervento di Guglielmo Bechi all'interno della Villa. L'architetto toscano, affermato interprete del gusto neopompeiano, ideò in questo piccolo ambiente a esedra una decorazione con partiti architettonici che si rifanno al IV stile pompeiano.

Il raffinato intervento alterna parti dipinte a olio su muro e su legno, con altre dipinte su carta e incollate sotto vetro tratte dalle due tavole disegnate da Nicola Volpe e Gennaro Maldarelli raffiguranti 'Marte e Venere' e 'Ila rapito dalle Naiadi'.


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Biblioteca

Il suggestivo ambiente della biblioteca, era in realtà l'originale 'fumoir' di casa Acton, individuato da una fonte del 1838 come sala dei quadri e del biliardo. Ridecorata per volontà dei Pignatelli, la stanza assunse l'aspetto attuale agli inizi del Novecento, quando le pareti furono tappezzate con il raffinato parato in cuoio e oro a pastiglia impresso.

L'arredo in stile rafforza il gusto spagnoleggiante dell'interno, sulle colonnette sono esposte alcune porcellane orientali.


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Veranda Neoclassica

Nel 1826 il nobile inglese sir Ferdinand Acton, primo proprietario della Villa, incarica l'architetto Pietro Valente di progettare una residenza sul terreno da lui acquistato. A questi si deve l'idea, nella facciata dell'edificio, della creazione di un atrio di pianta rettangolare con un marmoreo doppio colonnato frontale di rigoroso ordine dorico. Con l'arrivo della famiglia Pignatelli, avvenuta nel 1867, il portico colonnato subisce un cambiamento rilevante: viene coperto, attraverso l'inserimento di una tettoia metallica, e trasformato in veranda coperta.

Questa è la soluzione, adottata nel tardo Ottocento, ed oggi ancora visibile a chi entra nella Villa. Attualmente la Veranda Neoclassica è sede di mostre temporanee o viene utilizzata per manifestazioni culturali di vario tipo.


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Collezione d'arte del San Paolo - Banco di Napoli

A metà Ottocento la Villa fu sede della prestigiosa Banca dei Rothschild. In considerazione di quel periodo storico si è ritenuto opportuno ospitare al primo piano una selezione della prestigiosa collezione d'arte Sanpaolo - Banco di Napoli.

La collezione ospita capolavori di Recco, Guarino, Traversi; Gaspar van Wittel e del vedutismo napoletano dell'Ottocento; di Gemito, alle cui sculture è dedicata un'intera sala e, infine, Giacomo Balla, che chiude la sezione dedicata al Novecento.


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Museo delle carrozze

Il Museo Marchese Mario d'Alessandro di Civitanova, intitolato al generoso donatore, è ospitato nel prolungamento della fabbrica delle antiche scuderie situate al piano terra della palazzina Rothschild, all'interno del parco della Villa. Il Museo, inaugurato nel 1975, oltre alla sezione destinata alle carrozze, presenta una ricca e raffinata collezione di finimenti, bordature e altri accessori connessi all'arte della carrozzeria. Attualmente il Museo, il cui patrimonio rappresenta un unicum nel campo del collezionismo, è chiuso al pubblico per lavori.


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