Direzione
Rossana Muzii
Sede
via Certosa
80073 Capri (NA)
telefono:
0039.081.8376218
Orari
aperto tutti i giorni
9.00-14.00
chiuso il lunedì
Biglietti
gratuito
Come raggiungerci
Storia della Certosa
La fondazione del complesso, voluta dal conte Giacomo Arcucci, Gran Camerario della regina Giovanna I d’Angiò, risale alla seconda metà del ‘300, come testimonia il pregevole affresco che sormonta il portale di accesso alla chiesa, databile al 1371 circa ed eseguito dal pittore fiorentino Niccolò di Tommaso, attivo a Napoli in quegli anni. Nell’affresco, interessante per l’eleganza del disegno e l’armonia del colore, sono, infatti, raffigurati la Vergine in trono con Bambino con il conte Giacomo Arcucci e la regina Giovanna I e i santi Giacomo e Giovanni Battista.
L’impianto del monastero risponde a precise regole canoniche: “casa alta” o convento di clausura e “casa bassa” con i locali di servizio. Oggi la Certosa presenta una stratificazione d’interventi che spesso si sono sovrapposti, trasformando anche il preesistente. Nonostante ciò, resta caratterizzata da un inconfondibile stile architettonico, lo stesso che si ritrova in larga parte dell’isola e della costiera amalfitana.
La Certosa di San Giacomo si contraddistingue, infatti, per i suoi volumi generosi, dalla chiara semplicità formale, priva di stuccatura e tutta giocata sui valori plastici delle strutture murarie e delle sue coperture, formate dalle volte estradossate.
Nel 1373 la costruzione della Certosa doveva essere a buon punto se, in quello stesso anno, Giacomo Arcucci chiedeva alla regina Giovanna I, già protettrice dei certosini di San Martino, d’inviare sull’isola i Padri che avrebbero dovuto abitare la Certosa. Sebbene coinvolti nei disordini seguiti allo scisma d’Occidente e nelle alterne fortune delle casate che si avvicendarono al governo del Regno di Napoli, i monaci certosini di Capri riuscirono sempre a godere di privilegi e indulgenze. A seguito delle incursioni piratesche, la Certosa subì gravi danni e, a partire dal 1563, fu oggetto di rilevanti lavori di restauro, come testimonia il tardo-rinacimentale chiostro grande.
Nel XVII secolo vennero edificati il Quarto del Priore e la Spezieria.
Nel 1808 la Certosa verrà soppressa e i suoi beni confiscati. Nel 1815 fu destinata a caserma, poi divenne ospizio per invalidi e dopo il 1860 fino al 1898 fu sede della V Compagnia di disciplina, costituita da anarchici e militari di cattiva condotta.
L’ultimo atto, che molto influì sul futuro degrado del complesso, fu con l’Unità d’Italia, quando i beni e le rendite dei monaci certosini di Capri furono ceduti alla chiesa di Ischia. Un progetto organico di restauro si ebbe a partire dal 1927, con il Soprintendente Gino Chierici, che riportò alla luce, per quanto possibile, le originarie strutture trecentesche. Nel 1936 la Certosa venne destinata ai Canonici regolari Lateranensi, ospitando un istituto ginnasio ed una biblioteca, ma durante la seconda guerra mondiale la situazione andò progressivamente peggiorando, fino al definitivo abbandono della Certosa da parte dei Canonici.
Nel 1975 l'allora Soprintendente Raffaello Causa vi istituì il Museo dedicato al pittore tedesco Karl Wilhelm Diefenbach, morto sull'isola nel 1913.
Di recente la Certosa è stata oggetto di un intervento di restauro e di adeguamento impiantistico a cura della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Napoli e Provincia in attesa di ulteriore completamento. Nel 2006 con decreto ministeriale è stata assegnata alla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli. Di sostegno alla promozione della conoscenza del complesso monumentale è l'associazione onlus "Amici della Certosa" (Friends of the 'Certosa di Capri' - www.capricertosa.com).
La Certosa è sede di mostre temporanee, di convegni, concerti e rappresentazioni di eventi legati al vasto campo della cultura e dello spettacolo di alto prestigio internazionale.